domenica 10 dicembre 2017

Non ho parole…

di Lucio Palazzetti


Avevamo iniziato nel 2008 io e Leone a realizzare questa pagina: lui creava i rebus, gli anagrammi, mi mandava le sue riflessioni talvolta profonde, altre volte spiritose, come sapeva fare lui, che però non sapeva ancora destreggiarsi con internet, quindi io le pubblicavo. La cosa è durata un paio d’anni, finché Leone ha imparato ad usare Facebook… e da allora è stato un moltiplicarsi di seguaci che ogni mattina lo hanno seguito nei labirinti dei suoi giochi enigmistici. Fino a mercoledì scorso…
È stata una morte improvvisa, sopraggiunta in diretta davanti a 80 persone: Leone Pantaleoni, 72 anni, giocatore di scacchi e famosissimo enigmista, si è accasciato mercoledì scorso alle 16.15 mentre stava tenendo una conferenza sulla sua passione, l’enigmistica, per l’UNILIT di Fermignano. Ora non rimane per noi, come avrebbe suggerito lui, che dedicargli un cucchiaino (mezzo minuto di raccoglimento). E come si evince dal suo anagramma onomastico (Leone Pantaleoni = non le piante a leo) non offrirgli fiori ma opere di bene. Ieri mattina si sono svolti i funerali nella chiesa dei Cristo Re, vicino a casa sua a Pesaro.
Toccanti sono state le parole che tanti hanno voluto dedicargli, compresi alcuni bambini ai quali Leone insegnava il gioco degli scacchi. Parole dalle quali è emersa la figura di un uomo buono, esemplare, generoso ed instancabile nell’inseguire la sua creatività.
Toccante è stato anche l’articolo che Franco Bertini gli ha dedicato sul Resto del Carlino, che desidero riproporre integralmente qui:

Ora che vedi la sindone dacci la soluzione
di Franco Bertini

«SO’ IO...». Ti voltavi e lui era proprio lì dietro di te probabilmente già da un po’, con quel suo sorriso che non sapevi mai fino in fondo se era più dolce o più triste, comunque sempre discreto e di buona famiglia. Non lo avevi manco sentito arrivare in redazione, perché Leone Pantaleoni era uno fatto così: entrava in punta di piedi dappertutto, nei posti, nei rapporti con le persone, nella vita. «Sono venuto per convertirti, diavolaccio », diceva, e lì, pura commedia dell’arte, cominciava la solita pantomima di scambi di parolacce e di imprecazioni, gli dicevi «sei l’uomo della sindrome», «sei lo sfigatore del venerdì 17» e altro pure peggio. Lui sorridente, diceva «Ma i’ at’voi ben lo stess». Insomma era uno dei tanti fenomeni sotto le cui sembianze si può andare a cacciare una di quelle amicizie senza data e senza tempo, fatta di parole e di espressioni avvolgenti molto più significative di scontati abbracci e pacche sulle spalle. Leone Pantaleoni veniva da Cagli e anche da Pianello, terre linde, delle quali aveva conservato la delicatezza, la sensibilità e anche la nobiltà.
Perché nessuno è più nobile di un signore dall’animo buono senza infingimenti e Leone era uno fatto esattamente così. Perché credete che nelle immagini dei suoi infiniti rebus i paesaggi sono sempre sereni, con le nuvole bianche che vagano in cielo, con le pecore che brucano, con i bimbi che corrono giocando e con le persone che hanno sempre le stesse facce buone? Perché quello è il mondo che lui ha creato e tenuto in vita per decenni a sua immagine e somiglianza.
«Pronto, so’ Leone» «Che cavolo vuoi?». «En fe el trist, tant al so che n’è vera, ho fat ‘na robina, el so c’la butterai via, a me me par’ carina ...». Dove potremmo, di questi tempi più indefinibili che indefiniti, andare a trovare un’altra persona che abbia, oltre alla famiglia e agli amati nipoti, queste tre aristocratiche passioni coltivate con profondità e capacità uniche e in ordine anche “palindromo” (era capace di dirti anche cose così): l’enigmistica, gli scacchi e la Sacra Sindone. Un’amica comune ha riferito di aver praticamente passato la scorsa notte in bianco per rispondere ai tanti messaggi in arrivo da tutta Italia per sapere notizie della scomparsa di Leone, anzi del “Leone da Cagli”.
Potrebbe far anche sorridere, ma, pensandoci bene, Leone, come tutti i veri bravi maestri di una volta, non poteva che andarsene proprio mentre stava diffondendo il suo verbo ai suoi tanti allievi e proseliti. Ah, Leone, Leone, ma che razza di rebus hai mai tirato fuori adesso? Che razza di mossa sei andato a inventarti sulla scacchiera? L’hai combinata grossa.

Adesso che tu non ci sei più, nessuno saprà mai darci la soluzione. Va almeno un po’ meglio per quanto riguarda la Sacra Sindone: su quella adesso potrai chiedere e avere notizie in diretta. Ciao “Leone”!
01) Crittografia (frase: 7 6)
B S

02) Crittografia (frase: 7 7)
DB HPO

03) Crittografia (frase: 4 2 4)
NOME DELL'AT.ORE BANFI

04) Crittografia (frase: 4 10)
- CATINO -

05) Crittografia (frase: 7 2 5)
- QUI.T. LETTERA .. UN ALFABETO -

06) Crittografia (frase: 5 2 4)
- CH.SSA' -

07) Crittografia (frase: 8 7)
- VR VR VR VR TO -

08) Crittografia (frase: 3 4 4)
- TELEFONATEMI! -

09) Crittografia: (frase: 6 1 2 1 4 2 = 2 4 1 3 6)
D... DI NASCITA

10) Crittografia: (frase: 4 4 2 2 2 = 6 8)
IN QUEL PO.TO

11) Crittografia (frase: 8 2)
SONO RIMASTO LI’

INVITO AI CAGLIESI

INVIATEMI UN COMMENTO COL VOSTRO NOME, VI FARO' L'ANAGRAMMA.

GLI ANAGRAMMI DEI CAGLIESI

chi sono questi ?

(nome: 9, 8) = "PANCETTA CON SFREGI" Piercing mal eseguito?

(nome: 7, 7) = "RE FRA LE DOMANDE" Novello Mike Buongiorno?

(nome: 5, 7) = "CARDAR ALBERI"
Ma non era la lana?

per le soluzioni...