martedì 24 giugno 2008

IL SORRISO DI DIO



QUANDO TABELLONE FA RIMA CON LEONE

Bellissimo e coloratissimo regalo degli alunni delle elementari Carducci all’enigmista Pantaleoni .
La foto mostra il bellissimo e coloratissimo tabellone di 120 x 80 cm. che gli alunni delle scuole elementari Carducci e precisamente quelli delle quarte classi istruiti dalle insegnanti Paola Barberini, Gabriella Imperatori e Raffaella Patrignani, hanno regalato a Leone Pantaleoni (il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica) per il corso di lezioni da costui tenuti in materia edipica nei mesi di aprile e maggio. Nel tabellone dal titolo: “Al famoso Leone da Cagli” ciascun alunno ha confezionato una scheda a libretto contenente in copertina la figura di un baffuto leone - che fa un baffo a quello della Metro Goldwyn Mayer! - e al suo interno una frase o un gioco di propria invenzione. Davvero tutti i lavori meriterebbero di essere mostrati, ma una bambina di nome Agnese si guadagna la citazione per aver gratificato l’enigmista con le seguenti parole: “Caro Pantaleoni, sono quella bambina che mi ricordi per un sorriso che sembra che ho 54 denti. Però non solo tu ti sei divertito con i miei sorrisi ma molto anche noi con i tuoi fantasiosi giochi ‘enigmistici’ ”.

domenica 22 giugno 2008

LA ... FREGATURA DI TONI

C'è una curiosa consonanza tra il mese di luglio che viene ed i campionati europei di calcio che vanno. Le lettere che compongono "luglio", diversamente riordinate, danno: "Lui? Gol!". E, ammettiamolo, non fa questo pensare a Luca Toni? Per altro anche riposizionando le lettere di "Luca Toni" si ottiene un "lunatico" che la dice lunga sulla capacità di sfrucugliare dell'anagramma. Ad onor del vero c'è un'altra variante sul libero spostamento delle quattro vocali e quattro consonanti di Luca Toni. Davvero roba da centravanti di ... sfondamento. E' quell'irripetibile modo di dire "fregato" come più sodomitico non si potrebbe.

Leone Pantaleoni*
*Enigmista

sabato 21 giugno 2008

L'ENIGMA PIU’ DIABOLICO CHE SANTO DI LEONE DA CAGLI

Nessuno lo ha risolto, nonostante i vari ed encomiabili tentativi

Enigma più diabolico che santo quello lanciato sul web “Vivere a Cagli” da Leone Pantaleoni (il Leone da Cagli della Settimana Enigmistica) a tutti gli appassionati di scienza edipica della provincia. Diabolico perché nessuno, nonostante i vari ed encomiabili tentativi, è riuscito a cogliere nel segno. Santo perché la soluzione riguarda San Pio V, 227° papa della Chiesa; ovvero quel Michele Ghisleri che, nato a Bosco Marengo (Milano) nel 1504 e morto a Roma nel 1572, si oppose a varie eresie, prima fra tutte quella anabattista.

L’assunto del quiz proposto più d’un mese fa, e curiosamente intonato alle piovose condizioni meteorologiche del momento, era: "Il figlio, rivolto al genitore indicando le nere nubi che incombono: - Babbo, pensi che verrà giù la pioggia? -"
La soluzione si ottiene nel modo che segue: la domanda di cui sopra si può esprimere in altro modo, e cioè con la frase: - Pioverà papà? – che, letta in modo diverso, diventa: “Pio V era papa”. Che è, appunto, la soluzione del diabolico enigma.


san Pio V, al secolo Antonio Michele Ghisleri

venerdì 20 giugno 2008

UN ALTRO DITTATORE DA RIMUOVERE.

C’è una palude dalla quale bisogna decidersi a venirne fuori una volta per tutte, ancorché con addosso qualche schizzo di fango rappresosi. E’ quello della rapidità intesa come valore assoluto; come elemento primario a cui tutto deve assoggettarsi. Come lo è ad esempio quella di percorrere, a colpi di polpastrelli sulla tastiera, lo spazio bianco d’un video o di un display. A sfruculiarci in proposito è stato quel tema d’ordine generale dell’esame di stato che recita: “Comunicare le emozioni: un tempo per farlo si scriveva una lettera, oggi un sms o una e-mail. Così idee e sentimenti viaggiano attraverso abbreviazioni e acronimi, in maniera veloce e funzionale”. Ecco, il punto sta proprio nel modo in cui vengono virtuosamente accostati quel “veloce” e “funzionale”, quasi che essi fossero il tutto ed anzi l’innanzitutto. Intendiamoci, qui non si tratta di nostalgia della lettera scritta con penna d’oca e sigillata con cera lacca. Lettera quasi sempre letta e riletta, corretta e ricorretta, e finalmente ricopiata in bella (quanto tempo sprecato, ai giorni nostri!). Qui si tratta di restituire allo scrivere la consonanza con la profondità e la bellezza dell’animo umano e dunque la capacità di esprimerle entrambe in quel modo migliore che tende al compiuto. Cose queste che, in uno scrivere che è descrivere, esulano dalle potenzialità dell’acronimo, innocua figura enigmistica dove la prima o le prime lettere d’una parola si piccano di rappresentarla per intero. Ecco perché oggi, tra e-mail ed sms, l’acronimo si rivela spesso e volentieri un Hitler della comunicazione non orale. Con tanto di spietate S.S., acronimo di Schutzstaffel, al seguito.
LEONE PANTALEONI*
*Enigmista

“Leone da Cagli” è citato nella rubrica “Lessico & Nuvole” di Stefano Bartezzaghi, sul sito del quotidiano “La Repubblica”.

Ve ne proponiamo il testo.
(cliccare per ingrandire l'immagine)

mercoledì 18 giugno 2008

SE EDIPO SOCCORRE IPPOCRATE

C'è una definitiva consonanza enigmistica fra tradimento e malattia psicosomatica

Ippocrate

Si sa che con il termine di malattie psicosomatiche s'intende quell'ampio spettro di patologie che si situano tra lo psichico e il corporeo e da cui si produce, attraverso il processo denominato di somatizzazione, una serie di sintomi, di tipo funzionale ed organico, in cui si ravvisa una origine psicologica. E' noto altresì come tali disfunzioni, che culminano nella terrorizzante crisi di panico, vengano sommamente favorite dalla iperstimolazione dei sistemi nervosi parasimpatico e simpatico e, insomma, dal ritmo frenetico della vita moderna, come recitava il noto slogan pubblicitario d’un digestivo a base di carciofo. Da un punto di vista clinico, le malattie psicosomatiche interessano, con una significativa incidenza intendiamo, il sistema cardiovascolare e quello respiratorio, la superficie cutanea, i sistemi endocrino ed immunitario e l'apparato gastroenterico.
Ecco, è proprio su quest'ultimo che da enigmisti (ma che c'azzecca l'enigmistica?) vorremmo per un attimo soffermarci. Chi non conosce il notissimo proverbio: "Agosto, moglie mia non ti conosco"? Una frasucola con più ... corna che parole, la somma delle cui lettere alfabetiche fa ventisette. Ebbene, se quelle medesime tredici vocali e quattordici consonanti si riposizionano in modo differente, e soprattutto conveniente, si ottiene un'altra frase di senso compiuto; e precisamente: "Oggi stomaco e colon sono minati". Riconosciamolo: non è questo un fedele connubio fra tradimento e malattia psicosomatica? E dunque anche una contestuale dimostrazione dell'assunto?

Edipo e la Sfinge
Se ne deduce che laddove la medicina annaspa nel buio, l'enigmistica accende una corposa torcia; dove la scienza empirica si blocca come cavallo recalcitrante dinnanzi all'ostacolo, quella ludica lo scavalca da quattrocentista olimpionico. E, insomma, quando il vecchio Ippocrate vacilla, è un giovane Edipo che si precipita a soccorrerlo onde impedirgli di cadere.


Leone Pantaleoni*
*Enigmista

lunedì 16 giugno 2008

ITALIA-FRANCIA: INCONTRO DI ...SQUALIFICAZIONE


Adottata quale figlia illegittima dall’enigmistica e dai più rigettata per quei suoi legami “impuri” con le credenze popolari e la superstizione, la numerologia non può certo piccarsi del titolo di scienza esatta al pari d’una matematica. Eppure di essa si sono occupati gnostici e teologi, cabalisti ebraici, pitagorici greci, e numerosi ricercatori di occulte corrispondenze tra i fatti della vita. Far dunque notare che quell’1 a 1 in classifica d’Italia e Francia giochi a tutto vantaggio della Romania perché rimanda allo sventurato numero 11 dell’infausto attentato alle torri gemelle, è sfiorare la provocazione; e con essa il ridicolo.

Eppure, passando dal dramma all’anagramma, se consideriamo il riposizionamento delle lettere che compongono “Italia-Francia” si ottiene la frase “Ai fatali crani”. Le teste fatali, capite? Ovvero dapprima la zuccata di Materazzi al pallone che ci fece pareggiare la finale mondiale e quindi quella di Zidane a Materazzi che ce la fece vincere. Potenza divinatoria della scienza edipica! Come a dire che tra sfera di cuoio e sfera di cristallo il passo è breve. Per finire un puntino sulla “i”: oggi non ci giochiamo la qualificazione ma la … squalificazione. Infatti solo chi dovesse perdere sarà sicuro d’esser eliminato; mentre, con vittoria o pareggio, c’è ancora da attendere.


Leone Pantaleoni*
*Enigmista

NON PERDONO A CHI CHIEDE: - LEI PERDONA? -

Chiedo perdono ma c'è una cosa che non riuscirò mai a perdonare. E' quella tanto puntuale quanto irritante domanda dell' intervistatore che chiede al più stretto parente della vittima, ancora tiepida : - Lei perdona? -. La cosa è talmente scontata che assomiglia ad uno di quei passaggi obbligati della compilazione d'un modulo. Robe da commercialisti con tanto di casellina da barrare, per capirci. Accentato sulla "e", "perdòno" diventa "pèrdono", quasi a dirci che perdono di credibilità quei cronisti, non di rado apprendisti tali, davvero incontinenti nel porre la fatidica domanda. Narrano i Vangeli che al culmine della sua scandalosa misericordia, il Gesù agonizzante chiede al Padre di perdonare i suoi crocifissori. Cosicché l'Agnello si costituisce avvocato difensore dei lupi che lo sbranano. Ah, a proposito di lupi, avete sentito l'ultima che li riguarda? E cioé che anch'essi perdonano? Lo sostengono eminenti etologi; dopo studi covenientemente approfonditi, s'intende. Ma non al punto da chiarirci se facciano altrettanto gli ovini; le loro vittime, insomma. Non ci resta allora che attendere. Che cosa? Ma la immancabile domanda dell'inviato di turno, si capisce, il quale, nel credersi zelante nel chiedere: - Lei perdona? - si manifesta invece belante.

Leone Pantaleoni
Pesaro

domenica 15 giugno 2008

BRIATORE-GREGORACI: MENU' DI NOZZE

Dunque matrimonio extralusso quello della coppia Briatore-Gregoraci: 370 invitati, 3 Rolls Royce per gli sposi, 200 Mercedes per gli ospiti, 300 autisti, 100 body guard, 220 uomini di sicurezza, 80 runner, 40 camerieri, 6 chef, 16 sommeliers, 1 maitre e 18 hostess di sala (alte 1 metro e 75). Mancava però l’enigmista, che, offeso, si è vendicato riposizionando in maniera originale (è un eufemismo) le stesse lettere delle portate del menu:

Antipasto:
tartare di salmone in salsa citronette su letto di insalatina con julienne di finocchi, carote e/o sedani
anagramma:
tre (e non due sole) fetenti cacatine, sino al sudore, di ratto in jeans, in mille occhi scotti di rana salatina

Primo:
risotto alle verdure di stagione con fiori di zucca e/o scampi;
anagramma:
due vermi zitti; cacca di pitone furioso al sole; grande sorcio

Secondo:
trancio di branzino e in salsa mediterranea;
anagramma:
rane scalmanate, bis di rane in ozio: t'arrendi?

Contorni:
fagottino di fagiolini e patatine prezzemolate;
piccola parmigiana (grana) di melanzane;
anagrammi:
mela, pere, otto fazzolettini e piantina di faggio;
mille api anziane, ragni, crampo da cagna.

Dessert:
buffet di dolci e torta nuziale;
anagramma:
alzi lì, con dita, due buffe trote
Sì, fortunato chi non è stato invitato!

Leone Pantaleoni*
*Enigmista

venerdì 13 giugno 2008

OGGI E' VENERDI' TREDICI


Oggi è venerdì 13; l'unico dell'anno. Schedina vincente a parte, si sa che il 13 è sinonimo di sfortuna e dunque da evitare come gatto nero che attraversa la strada; ed anzi, visto che oggi gioca l'Italia, come il giocatore arancione che attraversa l'area di rigore. Eh sì, perchè se è vero che gli olandesi hanno evidenziato coi loro meriti tutti quanti i nostri demeriti, è altrettanto vero che riposizionando le lettere di "tredici" si ottiene "crediti". C'è dunque da sperare che la fortuna saldi oggi quei debitucci che nella gara d'esordio europeo ha comunque contratto con noi. Simbolo dell' ultima cena (Gesù più i dodici), sinonimo di tragedia incombente, la paura del 13 assume l'impronunciabile nome di "triakaidekafobia". Si racconta che un tal Franklin Delano Roosevelt, trentaduesimo presidente degli Stati Uniti, ne soffrisse al punto da invitare la segretaria ai pranzi ufficiali quando costei fosse stata il quattordicesimo convitato; e ancora: la piramide effigiata sulle verdi banconote americane ha 13 gradini e 13 sono le lettere sia dell'epigramma che le sovrasta (annuit coeptis) e sia del motto (E pluribus unum) inciso sul nastro portato dall'aquila; 13 sono inoltre le frecce che il rapace stringe nell'artiglio destro e 13 le foglie del ramoscello d'olivo che esso serra in quello sinistro. Dà infine 13 il 1776, anno della dichiarazione d'indipendenza evidenziato alla base della piramide, per somma delle sue due ultime cifre. Ah, dimenticavamo, 13 è anche la somma delle lettere di "Italia-Romania". Facciamo le corna, allora, e buona partita a tutti.

Leone Pantaleoni*
*Enigmista

CAMBIARE I CANALI, NON CANALE

Anche perché non è un sistema propriamente sofisticatissimo, è una vecchia e frusta storia quella di rispondere “basta pigiare il telecomando” alla protesta che i programmi televisivi sono diventati inguardabili. Noi infatti, se lo vogliamo, cambiamo canale ma sono loro, i canali, che non cambiano ed anzi, si somigliano sempre più. Esempio in stile … partenopeo per compiutamente comprenderci: a cento metri da casa mia ci sono dei cassonetti della spazzatura. Quando porto la mia gluppetta posso scegliere quello che voglio. Ma pur sempre d’immondizia si tratta.

Leone Pantaleoni
Pesaro

SI SCRIVE PUBBLICITA' MA SI LEGGE PIOVRA


Comincia con la “p” come “piovra” la pubblicità e della piovra possiede tutti quanti i tentacoli. Diletta primogenita d'un sempre più insaziabile mostro consumistico che si ciba, ma non si nutre, dei suoi figli, ovvero degli pseudo-bisogni che esso stesso genera, in televisione è diventata così aguzzinamente lesiva della retina e del timpano che dà chiara l'impressione di come i programmi, vuoi per la loro irritante volgarità, vuoi per la loro disarmante pochezza, siano diventati mero pretesto per metterle a disposizione un punto di appoggio. Nella cosiddetta carta stampata cala, invade e distrugge le pagine alla maniera dei barbari, rendendo velleitarie le acrobazie del malcapitato grafico, chiamato all’improbo compito d’indicare al lettore dove comincino e dove mai finiscano gli articoli. Nelle cassette postali, emula del cucùlo, scaccia la posta legittima per prenderne abusivamente il posto. Nelle linee telefoniche fa squillare l'apparecchio quando più può rivelarsi importuna. Sfacciatamente "pedofila", nel mettere a nudo la nostra ipocrisia che in frangenti di innocente naturalezza si preoccupa di oscurare i paffuti volti dei bambini, dei bambini fa un uso che definire strumentale è elefantiaco eufemismo. Bellissimi, sanissimi e precocissimi, riesce a renderceli così epidermicamente antipatici da renderci grandemente simpatico Erode il Grande. Se fatta da inserzionisti affermati alla "Dolce & Gabbana", travestita da fulgido esempio d’inarrivabile arte, con quelle provocatorie foto a tutta pagina rigonfie d’orgoglio genitale gay, titilla maliziosamente i lati più oscuri della psiche umana, dove alberga, in dosi consentite s’intende, la bisessualità. Per concludere, un aneddoto sulla pubblicità: nel giorno in cui si commemorava la Shoah, è stato riproposto su rete 4 il film Schinder’s List. Senza una interruzione ch’è una. - Incredibile! - ci siamo chiesti compiaciuti, stropicciando increduli gli occhi! Ma poi subito rattristandoci; al pensiero che – caspita! – ci fosse voluto un genocidio per finalmente ricacciarla da dove era venuta.


Leone Pantaleoni
Pesaro

domenica 8 giugno 2008

PUNTO E VIRGOLA, CHI ERA COSTUI?

Non che fosse di primo pelo, questo no, ma affermare che il suo funerale è passato inosservato è come immergersi in un eufemismo fino al collo.
Forse è per quel suo carattere ambivalente, perché ambivalenza rimanda a doppiezza, che non è propriamente una virtù e che dei vizi è uno di cui più si ha vergogna; un carattere che definire tenero è togliergli quel qualcosa di duro che ha e definire duro è negargli quel qualcosa di tenero che possiede. Indeciso, inutile e compromissorio, i suoi affossatori lo paragonano al Veltroni del “ma anche” e lo erigono, pardon, lo affossano al contraddittorio status di separato in casa.
I meteoropatici lo identificano con la mezza stagione, quel tempo che non c’è più e che, strappato dalle mani di Kronos, è consegnato alla nostra memoria ma, prim’ancora, al ricettacolo dei nostri più frusti luoghi comuni.
Gli ittiologi lo paragonano alla sirena. Una donna che ha perso la parte inferiore e con essa quell’ apparato riproduttivo tanto caro ai maschietti.
E’ dunque è un problema sul quale, più che soprassedere, si può caso mai sotto sedere.
Infine i “filomanzoniani” propongono di sostituirlo al più famoso degli sconosciuti: il termine “carneade”.
Nel ricettario dei grafemi sta scritto: “Si prenda un punto esclamativo e gli s’incurvi quanto basta la parte superiore; quindi si capovolga il tutto come si farebbe con una clessidra, ed – ecco fatto! – si ha il punto e virgola.”
Sì, è proprio del punto e virgola che stavamo parlando. Un punto e virgola che era morto e noi non sapevamo nemmeno che fosse malato. Era sepolto e non sapevamo neanche che fosse morto.

Leone Pantaleoni*
*Enigmista

martedì 3 giugno 2008

ALESSANDRO DEL PIERO SARA’ L’EROE SPLENDIDO

Per la ferrea legge degli anagrammi che non ammette eccezioni, l’enigmista non ha dubbi in proposito.

Figurarsi se un calciatore ha perfetti modelli verso cui tendere nell'azione se per azione non s'intenda unicamente quella dei rettangoli di gioco! Lo riafferma ai dubbiosi il riposizionamento delle lettere di Antonio di Natale e cioé "A' ideali? Non tanto!". Ma siccome al peggio non c'è limite, Gennaro Gattuso diventa il venalissimo "Ottengo su grana" e Gianluigi Buffon il risibilissimo "Lui? Buffonaggini!". Sulla testa del killer Marco Materazzi, si sa, ci sono molte taglie ma accanto a quel "Wanted" l'anagramma si picca di aggiungervi un significativo "Corre? Ti ammazza!". Del resto, se Luca Toni, con "Lunatico", ha problemi di umore, Giorgio Chiellini, con "Rinoleggio chili", e Mauro German Camoranesi, con "Mai mangiar o corra un mese!", ne han di sovrappeso. Parentesi che più antiterroristica non si può con il ripescato Alessandro Gamberini ("Magro Bin Laden, è rissa!"). Tre sono gli interrogativi che accompagnano Andrea Pirlo ("Parla? Ride? No?") ed altrettanti quelli dell'enigma per eccellenza Antonio Cassano ("Sano? Insano? Costa?"). All'ambiente romanista gli anagrammi dicono tre cosette: Simone Perrotta è bravo, sì, ma non si esageri ad osannarlo ("Merita poster? No!"). Daniele De Rossi ha grinta, sì, ma non esondi nella polemica ("Adesso lì ne ride", dove lì è nella nazionale e il ne si riferisce allo scudetto dell'Inter). Alberto Aquilani è una promessa, sì, ma non cada nella dimenticanza del glorioso passato ("Qualità a Berlino"). Non resta che un'appendice sibillina con un melomane Christian Panucci ("Stanar chi, Puccini?"). Neo campioni di coppa nazionale e secondi in campionato, è più che concepibile che due 'marchi', Marco Borriello e Marco Amelia ("Mai cela Roma"), si spendano per i colori giallorossi ma il primo ha ancora di che pedalare ("Roma? Corri bello!"). Il pesarese Massimo Ambrosini si rende conto che con l'aumentare degli anni e degli acciacchi diminuisce la valutazione di mercato ("Insomma, mi ribasso!"). E mentre negli spogliatoi un infantile e claudicante Luca Zambrotta si contende un brandello di stoffa ("La garza? In combutta!"), in sala biliardo, Fabio Quagliarella ("Or quale biglia gialla?") scarica la propria aggressività repressa sbattendo una contro l’altra le lucide sferette. Sfogo che Morgan De Sanctis ("Strida con men gas") cerca nella maldestra imitazione di Valentino Rossi. Forse, in attesa di metter su casa, han problemi d'arredamento sia Fabio Grosso ("Sofà? Sgorbio!") che Andrea Barzagli ("A' il grande bazar") mentre, come un affresco del Pinturicchio, rifulge in tutto il suo splendore Alessandro Del Piero, il cui anagramma, "Sarà l'eroe splendido", ne suggella il meritato augurio.

Leone Pantaleoni*
*Enigmista
ANTONIO DI NATALE
A' ideali? Non tanto!

GENNARO GATTUSO
Ottengo su grana

GIANLUIGI BUFFON
Lui? Buffonaggini!

MARCO MATERAZZI
Corre? Ti ammazza!

LUCA TONI
Lunatico

GIORGIO CHIELLINI
Rinoleggio chili

MAURO GERMAN CAMORANESI
Mai mangiar o corra un mese!

ALESSANDRO GAMBERINI
Magro Bin Laden, è rissa!

ANDREA PIRLO
Parla? Ride? No?

ANTONIO CASSANO
Sano? Insano? Costa?

SIMONE PERROTTA
Merita poster? No!

DANIELE DE ROSSI
Adesso lì ne ride

ALBERTO AQUILANI
Qualità a Berlino

CHRISTIAN PANUCCI
Stanar chi, Puccini?

MARCO BORRIELLO
Roma? Corri bello!

MARCO AMELIA
Mai cela Roma

MASSIMO AMBROSINI
Insomma, mi ribasso!

LUCA ZAMBROTTA
La garza? In combutta!

FABIO QUAGLIARELLA
Or quale biglia gialla?

MORGAN DE SANCTIS
Strida con men gas

FABIO GROSSO
Sofà? Sgorbio!

ANDREA BARZAGLI
A' il grande bazar

ALESSANDRO DEL PIERO
Sarà l'eroe splendido

.

01) Crittografia (frase: 7 6)
B S

02) Crittografia (frase: 7 7)
DB HPO

03) Crittografia (frase: 4 2 4)
NOME DELL'AT.ORE BANFI

04) Crittografia (frase: 4 10)
- CATINO -

05) Crittografia (frase: 7 2 5)
- QUI.T. LETTERA .. UN ALFABETO -

06) Crittografia (frase: 5 2 4)
- CH.SSA' -

07) Crittografia (frase: 8 7)
- VR VR VR VR TO -

08) Crittografia (frase: 3 4 4)
- TELEFONATEMI! -

09) Crittografia: (frase: 6 1 2 1 4 2 = 2 4 1 3 6)
D... DI NASCITA

10) Crittografia: (frase: 4 4 2 2 2 = 6 8)
IN QUEL PO.TO

11) Crittografia (frase: 8 2)
SONO RIMASTO LI’

INVITO AI CAGLIESI

INVIATEMI UN COMMENTO COL VOSTRO NOME, VI FARO' L'ANAGRAMMA.

GLI ANAGRAMMI DEI CAGLIESI

chi sono questi ?

(nome: 9, 8) = "PANCETTA CON SFREGI" Piercing mal eseguito?

(nome: 7, 7) = "RE FRA LE DOMANDE" Novello Mike Buongiorno?

(nome: 5, 7) = "CARDAR ALBERI"
Ma non era la lana?

per le soluzioni...